Abdullah Yacoub Bishara, Segretario Generale per la Cooperazione tra gli Stati del Golfo, con G.F. Dasi
G.F. Dasi con il Segretario di Stato USA Henry A. Kissinger
Il Primo Ministro giapponese Toshiki Kaifu
G.F. Dasi con la Principessa del Galles Lady Diana
Gerardo Filiberto Dasi ricevuto dal Primo Ministro del Kuwait Sua Altezza Soad Abdullah Al Salem Al Sabah
Da sinistra: Felice Battaglia, Rettore dell’Università di Bologna; il presidente degli Editori italiani; Pio Manzù; Gerardo Filiberto Dasi
Pio Manzù
Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è un organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite che opera dal 1969 come Istituto di studi per l’approfondimento dei temi economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dell’umanità.
Obiettivo primario del Centro è quello di elaborare, su singole problematiche, indagini globali condotte attraverso il contributo di diverse competenze, da mettere a disposizione di quanti del segmento pubblico, privato e non-profit intendano formulare strategie di pronto ed efficace intervento.
Lo scopo del Centro Pio Manzù è pertanto quello di essere:
Senza fini di lucro, il Centro, pone oggi il massimo impegno nel contribuire a un più moderno e funzionale studio delle interazioni tra lo sviluppo tecnologico industriale e la sua ricaduta nell’ambiente umano e culturale.
Il Centro Pio Manzù in questi anni ha svolto studi di grande importanza innovativa nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.
Da questa propensione al confronto culturale scaturisce la vera missione del Centro Pio Manzù che, attraverso la ricerca costante di linguaggi comuni e trasversali alle diverse discipline e sfere di interesse, vuole prima di tutto porre al centro l’uomo, sia nella sua creatività e spiritualità che in un rapporto corretto con l’ambiente e con la natura. Il Centro Pio Manzù offre pertanto un complesso e ben differenziato quadro di collaborazione e integrazione ai centri decisionali pubblici e privati, che ha trovato il conforto dei più autorevoli committenti internazionali. Ogni anno il lavoro di analisi e progettazione, realizzato dal Centro attraverso il proprio staff di ricerca e grazie al contributo di studiosi di diverse discipline, viene presentato nelle Giornate internazionali di studio. Questa manifestazione, che si svolge ogni anno a Rimini, nel mese di ottobre, costituisce il momento pubblico più prestigioso dell’attività associativa, l’occasione per una riflessione comune sui mutamenti del contesto mondiale e sulle prospettive dell’umanità. Le Giornate internazionali di studio rappresentano a pieno titolo uno degli eventi più importanti nel panorama convegnistico italiano, sia per l’autorevolezza degli ospiti che annualmente vi partecipano, sia per l’impegno profuso in termini di informazione e pubblicizzazione. La formula di lavoro prescelta ha trovato negli anni il lusinghiero e costante conforto di molti soggetti imprenditoriali nazionali che, attraverso una libera adesione finalizzata al sostegno dell’organizzazione e apprezzando le finalità non di lucro, hanno instaurato con l’organismo rapporti di collaborazione e consulenza.
Nello specifico il Centro Pio Manzù è in grado di proporre i seguenti servizi:
Su queste tematiche il Centro Pio Manzù attiva i propri referenti di studio, accedendo per specifiche richieste ai più qualificati gabinetti scientifici, favorendo il confronto di diversi linguaggi ed esperienze trasferendo know-how e metodologie da un paese, da un mercato o da un settore industriale a un altro.
La nascita del Centro
Il Centro Pio Manzù nasce in un periodo intenso di cambiamento e sommovimento di valori e prospettive, quello dei fermenti sociali e culturali che caratterizzarono gli anni ‘60 in Italia. È in questo clima di acceso dibattito politico e culturale, segnato anche dalla contestazione studentesca e dalle agitazioni sindacali, che un gruppo di intellettuali, studiosi e artisti avverte l’esigenza di costruire momenti nuovi di aggregazione e di ricerca, cenacoli di pensiero per individuare, attraverso lo studio serio e appassionato, alcune risposte all’ansia montante di cambiamento verso un “mondo nuovo”.
Nasce così il 13 aprile del 1969, presso il Palace Hotel di Rimini, il “Centro Internazionale di Ricerche sulle Strutture Ambientali” su iniziativa di Gerardo Filiberto Dasi, padre materiale e spirituale del Centro, e di quattordici studiosi, accomunati dal desiderio di dare forma ad una ricerca che ponesse al centro l’Uomo in un rapporto armonico con l’ambiente.
Con singolare lungimiranza il Centro traccia fin dai primi anni ‘70 il sentiero di quella cultura ecologica che oggi domina nella politica e nelle scelte economiche e produttive. La visione prospettica e l’approccio polidisciplinare sono gli elementi che contraddistinguono ogni attività di ricerca e studio promossa dal Centro Pio Manzù gettando le basi per quella globalità di interventi e capacità di previsione che faranno apprezzare il lavoro dell’Istituto in molti settori a livello internazionale.
Come espresso nell’articolo 2 dello Statuto, la volontà del Centro è quella di proporsi come una fucina culturale che, colloquiando con l’attualità, non ne sia, tuttavia, influenzata in termini schematicamente ideologici, una missione quindi caratterizzata dall’impegno di fare promozione culturale senza scopi di lucro e in assoluta libertà da condizionamenti economici o politici.
Chi era Pio Manzù
Giovane designer, figlio del celebre scultore Giacomo Manzù, Pio Manzù è tra i membri fondatori del “Centro Internazionale di Ricerche sulle Strutture Ambientali”. Progettista di rigorosa formazione internazionale, diplomato alla Hoschule für Gestaltung di Ulm, si distingue come autore di uno dei modelli di maggior successo nella storia dell’industria automobilistica italiana, la Fiat 127, e di numerosi prototipi di autoveicoli dai contenuti innovativi sia dal punto di vista formale sia sul piano tecnico, come le NSU – Autonova GT e Fam, l’Autobianchi Coupé e il City-Taxi.
Il car design gli vale numerosi riconoscimenti e premi internazionali; nel 1962 vince il prestigioso concorso internazionale dell’Anné Automobile con un prototipo costruito da Pininfarina ed esposto lo stesso anno al Salone dell’Automobile di Londra. All’attività progettuale affianca una riflessione critica, coltivando un impegno creativo mai disgiunto da una più ampia considerazione sulla funzione del design e sui temi della mobilità.
Nel maggio del 1969, all’età di soli trent’anni, Pio Manzù perde la vita in un tragico incidente d’auto mentre si recava a Torino. In ricordo dell’amico prematuramente scomparso, i membri fondatori decidono di titolare l’Istituto “Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù”.
“L’uomo non esiste soltanto per utilizzare oggetti e ancor meno – come si vuol far credere oggi – per consumare prodotti. Egli viene confrontato continuamente con le esigenze intenzionali della sua coscienza. E queste esigenze non possono essere soddisfatte soltanto per mezzo di oggetti d’uso ben disegnati. Per realizzarsi oltre, per prodursi oltre, la coscienza ha bisogno di una continua problematicizzazione delle proprie capacità di rappresentazione e di esperienza“.
Pio Manzù