Challenge 21

Programma

ore 9,00

Workshop 1

La generazione liquida: precarietà singolare, precarietà globale

In tutta Europa, come in tutto il mondo, la precarietà oggi è la condizione fondamentale che unifica verso il basso tutto il mondo del lavoro.

Una generazione liquida, galleggiante e incerta, si è affacciata al nuovo millennio figlia dell’offensiva lanciata da qualche anno al mondo del lavoro e accompagnata da altre forme più subdole di precarizzazione che colpiscono tutti, quindi anche le persone che hanno un lavoro stabile. Precarietà è insicurezza sotto tutti i punti di vista: da quello sociale, culturale a quello dei valori universali. Oltre a non avere un lavoro sicuro, precario è chi non riesce ad avere un’abitazione stabile a causa dei bassi redditi e dagli affitti, chi non può avere un’istruzione o un’assistenza sanitaria adeguata per il costante e progressivo smantellamento del servizio pubblico. Precaria è la cultura alimentata da un sistema d’informazione che genera paure e insicurezze.

Tutto questo crea ciò che oggi è un modo di pensare universale dei giovani, basato su elementi quali l’individualismo e l’incertezza, il proteggere con ogni mezzo il poco che si ha o accrescere i propri profitti usando qualsiasi mezzo.

La generazione liquida ha perso la memoria, intesa come anello di congiunzione fra passato e presente elemento di trasposizione di esperienze, storie collettive e ideali. Ma non ha perso la speranza.È frantumata, atomizzata e liquefatta nella precarietà. Eppure, tra le increspature di questo stagno nascono movimenti, culture, tendenze, idee e progetti per emergere.

La generazione liquida guarda avanti, senza illusioni, ma anche senza disperazione, perché comunque protagonista di una precarietà creativa, dove la mobilità, l’internazionalizzazione, la comunicazione sono ancoraggi possenti.

Ai decisori pubblici e privati il compito di dare una risposta strategica di progetto e di futuro, perché la precarietà singolare non si trasformi in una rinuncia globale di milioni di giovani alla speranza.

Presidente

Il conformismo emotivo e le voci della ribellione

Frank Furedi

(Regno Unito) Sociologo e giornalista di origine ungherese, è autore di numerosi saggi sulla sociologia del rischio, tra cui Il nuovo conformismo (2005). Insegna all’Università del Kent.

Panel

Competenti, connotati, tecnologici, alla ricerca di una nuova cittadinanza

Paolo Balduzzi

(Italia) Ricercatore in Scienza delle Finanze presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è autore con Alessandro Rosina di una innovativa ricerca dal titolo “Giovani oltre la crisi, la carica dei Millennials” che ribalta luoghi comuni per far luce sulle qualità peculiari dei giovani, figli della globalizzazione.

Gioventù e Islam

Elshad Iskandarov

(Azerbaigian) Segretario generale del Forum della Gioventù del Congresso Islamico per la Cooperazione e il Dialogo, che ha lo scopo di sostenere le questioni più urgenti per i giovani musulmani ed esplorare le possibilità di creare un coordinamento e una rete di collaborazione futura.

Periferie e imprenditoria periferica: l’esperienza francese

Maria Nowak

(Francia) Pioniera della microfinanza in Europa, fondatrice e presidente di ADIE, istituzione di microfinanza francese operativa da 20 anni, che ha dato vita al programma «CréaJeunes» per rispondere alla volontà di molti giovani dei quartieri poveri di creare una propria impresa.

L’impegno dei giovani nei processi democratici: la chiave per la sicurezza globale

Onyeka Obasi

(Nigeria) Presidente e fondatrice di Friends of Africa International, ha organizzato il primo Forum panafricano della Gioventù ad Accra nel 2007 per dare voce ai giovani e dotarli delle informazioni e degli strumenti necessari per una efficace partecipazione alla costruzione di alternative di sviluppo in Africa.

ore 15,00

Workshop 2

I linguaggi giovanili: tra interazione di gruppo, media, mode

I giovani dell’inizio di questo terzo millennio non si lasciano comprendere facilmente. Sono abituati ad indossare un abito, a mostrare una facciata di consapevolezza e sicurezza o forse si sono semplicemente «adattati» al complicato mondo che li circonda. Ma questo adattamento altro non è che un processo di «superficie», che contraddice una realtà interiore in tumulto, che reclama attenzione, che pretende una indicazione in linea con aspirazioni, desideri, sogni che spesso vengono sminuiti o addirittura ignorati. Le disattenzioni che spesso il mondo adulto «compie» nei confronti di questo «mondo» assume, al giorno d’oggi, proporzioni sempre più inquietanti, dal momento che tutte quelle relazioni, basate sul confronto e sullo scambio reciproco di informazioni oggettive e sensazioni soggettive che sono alla base di ogni corretta e costruttiva comunicazione, si sono ormai ridotte a fili invisibili.

Internet, le chat, l’uso del cellulare, hanno profondamente modificato il modo di interagire e soprattutto il linguaggio giovanile introducendo un moderno stile di scrittura, una sorta di ‘codice cifrato’, composto da numeri e abbreviazioni. Il linguaggio del nuovo millennio, guardato con sospetto, è tuttavia il risultato di una ricerca molto più accurata di quella orale.

L’uso delle tecnologie che contraddistingue la vita e l’interazione tra i giovani sta modificando il linguaggio che essi utilizzano. La scrittura di SMS, al pari della comunicazione online, è contraddistinta da nuove forme di abbreviazione, che permettono una maggiore immediatezza comunicativa a scapito dell’eleganza stilistica. Cosa si nasconde dietro questi linguaggi? Solo una modalità passeggera di interazione oppure un nucleo ideologico di valori, dove prevalente è il pessimismo, la semplificazione del contesto, l’assenza di progetto?

Presidente

Nuovi media e nuove pratiche produttive

Adam Arvidsson
(Svezia) Insegna sociologia all’Università di Milano, si occupa di industrie creative e precarietà, e nuove forme organizzative nell’economia dell’informazione.

Panel

L’interpretazione dei linguaggi giovanili: educarsi all’ascolto

Paolo Crepet

(Italia) Psichiatra, sociologo e scrittore, direttore scientifico della Scuola per Genitori, ha al suo attivo molti saggi dedicati all’universo giovanile. Ha collaborato con L’Unità e Amica e con numerose altre riviste.

Movies generation: giovani e media per un mondo migliore

Emerson Gattafoni

(Italia) Autore e regista, inizia ad operare nella televisione come film-maker nel 1984. Ha realizzato per la RAI numerosi documentari di viaggio attraverso tutti i continenti tra cui: “DreamsRoad” e “Eastern Road – In motocicletta sul tetto del mondo”. Sempre per la RAI ha prodotto “Do it for Children”, un evento televisivo di solidarietà e spettacolo e “Armi e droga”, una panoramica a 360° sul problema della grande criminalità organizzata legata al traffico di armi e droga. È presidente e fondatore della RoadWay For Others onlus con cui realizza progetti umanitari come “Roadway for Africa”, un ospedale viaggiante per l’Africa.

Le parole del disagio; le parole della speranza

Don Antonio Mazzi

(Italia) Sacerdote, fondatore della Comunità Exodus, basata sull’idea che sia possibile affrontare i grandi problemi sociali in maniera semplice. Utilizza un metodo imperniato sui principi educativi, avvicinando le persone sulle piazze, collaborando a tutti i livelli istituzionali, proponendo ad operatori, educatori e ragazzi un vero e proprio «cammino».

Luci della ribalta e giovani talenti

Morgan

(Italia) Marco Castoldi, alias Morgan, è il direttore artistico di Match Music, la nuova TV della “music generation”. Cantante, musicista e autore, nel 1994 ha fondato il gruppo musicale rock Bluvertigo. Personaggio eclettico, sorprendente, innovativo, ha partecipato come giudice al programma di Rai 2 “X Factor” ed è accreditato nel panorama artistico italiano per la sua approfondita conoscenza della musica.

Tecnolinguaggi e cybercultura

Mafalda Stasi

(Italia) Professore associato all’Università di VI di Parigi, è consulente sui nuovi mezzi di comunicazione, le tecnologie digitali, la retorica e la composizione, e la cultura non tradizionale. Autrice del saggio “God Save the Cyberpunk”, analizza le controculture e i nuovi linguaggi giovanili. Il suo interesse di ricerca attuale verte sulle nuove tecnologie digitali e i mezzi di comunicazione, come essi si organizzano in ecologie culturali, e le implicazioni socio-economiche.